Una storia a lieto fine

Giulia è una donna di mezza età, sposata e senza figli. Per scelta. Da che ha l’uso della ragione, è in lite permanente con sua madre. Anche oggi che è adulta e che la madre è molto anziana. Ce la mette tutta per tentare di andarci d’accordo, ma è sufficiente che sua madre le dica una parola di troppo o la guardi in quel particolare modo per indispettirsi e far scoppiare il finimondo. Allora le parole diventano pietre che sanno ferire nel profondo. Come l’estate scorsa, quando Giulia, esasperata, le ha sbattuto giù il telefono ripromettendosi di non chiamarla più. Non ha più nulla da dirle e soprattutto nulla di cui scusarsi. Semmai è lei a dover ricevere delle scuse.
Trascorre più di un mese e ciascuna delle due, chiusa nel proprio orgoglio, spera in cuor suo che sia l’altra a fare il primo passo. Intanto il silenzio diventa di piombo e l’amarezza prende lo stomaco. Giulia per la prima volta in vita sua sente che dentro le si è spezzato qualcosa. Irreparabilmente. Quante notti insonni e quanta malinconia la accompagnano.
Finite le vacanze, si rivedono con altri familiari e fanno come se nulla fosse. Con sollievo reciproco. Nessuna delle due accenna al litigio, per timore che la miccia possa riaccendersi. Ma la questione, tutt’altro che risolta, è stata semplicemente accantonata. Complici stanchezza e delusione.
E poi il giorno di Natale, che entrambe le donne vedono avvicinarsi con grande apprensione, accade un piccolo miracolo. La madre consegna a Giulia una busta chiusa, pregandola di aprirla solo quando sarà sola. Tornata a casa, Giulia la appoggia sul tavolo e curiosamente se ne dimentica. L’indomani, quando la apre ancora assonnata, ci trova dentro una frase del poeta Virgilio che recita più o meno: l’amore può tutto. E di seguito, le parole scarne di sua madre: ha già detto tutto Virgilio. Ti auguro come sempre ogni bene. Mamma. Giulia è incredula. Sua madre ha fatto finalmente quello che ci si aspetta da una mamma.
Così riesce a ringraziarla, seppur ruvidamente, ed entrambe possono dirsi ciò che si sono tenute dentro per tanto tempo. Liberandosi, entrambe, da quello stato depressivo generato dall’aver covato dentro di sé tanta rabbia.
Ovviamente il miracolo non è il lieto fine, perché Giulia e sua madre chissà quante altre volte litigheranno in vita loro. Ma il fatto che abbiano potuto parlarsi senza sbranarsi, ammettendo a se stesse che i loro caratteri sono incompatibili o forse, troppo simili. E che, nonostante la buona volontà, riescono a volersi bene solo così. In questo modo mperfetto.
Perché questa è la loro verità. Questa è la loro storia.
E che liberazione!



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