Dottoressa ho sognato … due topolini voraci

Sto per entrare in un bar di periferia. Squallido, affollato, coi vetri sporchi. Sono sull’uscio e sorreggo con entrambe le mani un letto di bambagia, su cui sono adagiati due piccoli criceti lanuginosi. Che mi suscitano una grande tenerezza, perché mi appaiono indifesi. Tutt’a un tratto mi cascano per terra. Non so come sia potuto accadere. Rimango immobile, basita, impotente. Poi vedo comparire dal nulla due topolini voraci. Sento il rumore delle loro mandibole: un “gr gr gr” ripetuto e sinistro. In un batter d’occhio i criceti vengono divorati. Al loro posto rimane una chiazza marrone scuro. Sono incredula, senza parole. Mi sveglio pervasa dalla sensazione di aver sognato qualcosa di molto brutto

Una precisazione: la sognatrice è anche la protagonista del sogno. Mi colpisce che tutta la vicenda si svolga sull’uscio di un locale, cioè in una zona di confine tra un dentro e un fuori. La protagonista sta per entrare in un luogo, ma non lo fa. Ciò mi induce a pensare a un tentennamento del tipo: entro o non entro in quella regione del mio mondo interno, che da fuori appare sudicia e affollata – penso alla descrizione del bar – cioè piena di questioni non proprio pulite e forse vissute come poco presentabili? Poi appare l’immagine dei criceti, con quella lanugine tipica degli animaletti appena nati, di cui la nostra sognatrice si prende cura. Li tiene nella bambagia. Mi ricorda quel detto: “crescere nella bambagia”, quando ti vengono risparmiate molte seccature della vita. Chissà se quegli animaletti sono sue “parti piccole” che sta cercando di proteggere? Da chi o da cosa? A questo punto il sogno cambia ritmo: tutto accelera e sfugge al controllo, lasciando la protagonista basita e impotente. Due roditori, travestiti da graziosi topolini, le cui mandibole – attenzione! – producono un gr gr gr sinistro, si mangiano in un sol boccone i poveri criceti. Un po’ come accade nelle fiabe. Ogni volta che l’aggressività fa la sua comparsa – il rumore delle mandibole ne è un simbolo – proviamo disagio. Abbiamo la sgradevole sensazione di essere al cospetto di parti nostre poco nobili, che oltre tutto ci sfuggono di mano. In particolare qui sembra trattarsi di un’aggressività auto diretta, il cui bersaglio sono quelle parti delicate – i criceti – che la sognatrice non riesce a preservare. Dalla propria aggressività? Quando non riusciamo a manifestare la nostra rabbia, la ingoiamo giorno dopo giorno. A lungo andare si trasforma in aggressività e ci presenta un conto salato: ci fa ammalare ad esempio.

Pillole di teoria. Il corpo e i sogni parlano un linguaggio affine: misterioso perché simbolico e dunque da decriptare. Che ci si ammali di più quando si è provati emotivamente, non è fantascienza. Ma cosa nota anche agli studiosi. Non dimentichiamoci che siamo la nostra storia e il nostro corpo. Non ci limitiamo ad abitare un corpo. Che ha un suo personalissimo, immediato e sincero punto di vista sulle cose. Quando si dice: il corpo non mente… Il guaio è che molto spesso rimane da noi inascoltato e deve alzare il tiro con certi sintomi dolorosi che arrivano a bloccarci – guarda caso, proprio quelli e non altri – per attirare la nostra attenzione. Un po’ come facciamo noi quando vogliamo comunicare con qualcuno: partiamo dal bisbiglio per arrivare all’urlo, per essere certi di essere ascoltati. Quando ci ammaliamo, dunque, dovremmo sempre chiederci: quale conflitto emotivo sta cercando di segnalarci simbolicamente il nostro corpo? E ascoltarlo di più, facendo tesoro dei suoi preziosi suggerimenti. Fossero pure sintomi dolorosi. Sogni e sintomi remano nella stessa direzione, per mostrarci cosa ci sta accadendo al di là della nostra consapevolezza. Entrambi desiderano il nostro benessere emotivo. Mi rendo conto che sto usando un linguaggio un po’ animistico, ma tant’è…



Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookies. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi