05 Dic Dottoressa ho sognato che … attraversando un borgo medioevale
è un nuovo appuntamento quindicinale per aiutarvi a scandagliare il vostro mondo onirico. Ogni volta vi proporrò un frammento di sogno, preceduto da qualche pillola di teoria.
Cominciamo subito. Tutti noi abbiamo le nostre macchine del tempo. Alcune ci portano indietro e sono chiamate memorie. Altre ci portano avanti e sono chiamate sogni. I sogni come le favole parlano al nostro cuore e ci aiutano a capire chi siamo e cosa vogliamo. Il problema è che adoperano un linguaggio misterioso che va decodificato, perché incomprensibile alla mente razionale e diurna; deputata alla risoluzione dei problemi della vita quotidiana. La decriptazione dei sogni avviene grazie alla mente onirica, intuitiva e visionaria, che entra in funzione quando dormiamo e sogniamo, perché pesca direttamente nell’inconscio. Luogo d’origine dei sogni. L’inconscio è la nostra essenza più profonda, torbida, misteriosa. Che non vuole essere del tutto svelata. Che orienta i nostri comportamenti involontari, perché contiene un variegato sottobosco di immagini, ricordi, emozioni, sensazioni, pensieri scomodi lì confinati, che sfuggono alla nostra consapevolezza. Che alimenta immaginazione e creatività. I sogni rappresentano un tentativo della mente onirica di preservare la nostra integrità interiore, attraverso la costruzione di storie improbabili dove vale tutto e il contrario di tutto. Dove non esiste un unico asse temporale lungo il quale si dipana il tempo. In cui vengono messe in luce contraddizioni, stonature e molto altro del nostro mondo interno. Se un sogno ci sveglia, è perché vuole comunicarci qualcosa di urgente circa una questione ingarbugliata che ci sta tenendo in scacco. Attenzione! I sogni non risolvono i nostri problemi, si limitano a segnalarceli. Quel che è certo è che tifano per noi.
Abituiamoci a tenere quaderno e matita sul comodino, perché i sogni sono evanescenti. Vanno subito acciuffati e fissati su un pezzo di carta. Sogniamo sempre, anche se ricordiamo solo i sogni che bucano la coscienza. Cioè ricordiamo quei frammenti che siamo pronti ad accogliere. Oggetti e persone del sogno sono nostri personaggi interni. Anche i luoghi sono luoghi diversi del nostro mondo interno. Il sogno è fatto di più strati, di cui noi occupiamo il centro. Per questo le sue possibili letture, da superficiali possono diventare via via più profonde. Possiamo tranquillamente affermare che un sogno non finisce mai di essere esplorato, soprattutto se si ripresenta nel tempo. I sogni non si interpretano, ci si naviga dentro, cercando di recuperare il maggior numero di dettagli e sensazioni. Con curiosità e animo recettivo. Senza avere premura di capire, ma ascoltando cosa si sta muovendo dentro di noi. Un errore abbastanza frequente è il tentativo di riportare il sogno alla realtà quotidiana, mentre siamo noi che dobbiamo calarci nel sogno. Quello che ci accade nella vita di tutti i giorni è certamente importante, ma solo come innesco di possibili storie oniriche. Ricordatevi che ogni sogno ha un titolo e va raccontato al presente. Ora non rimane che procedere!
PS: i frammenti di sogno che utilizzerò o appartengono a me o mi sono stati donati da amici. Ovviamente la lettura che propongo ha ottenuto l’approvazione del sognatore. Calarla dall’alto non avrebbe senso.
Attraversando un borgo medioevale
Sono in autobus diretta all’ospedale di N. Ho la sensazione di non essere sola. Forse c’è anche mia madre con me, ma non la vedo. Sto in piedi appoggiata al finestrino e guardo fuori, incuriosita dal paesaggio che mi scorre davanti agli occhi. La sensazione è di essere in viaggio. Quello che vedo mi sorprende: l’autobus sta attraversando un bellissimo borgo medioevale, ristrutturato di recente. Dentro di me penso che l’ospedale è irriconoscibile. Niente a che vedere con quello di un tempo, fatto di padiglioni fatiscenti collegati da vialetti disadorni. E mi dico che chiunque l’abbia ristrutturato, ha fatto un ottimo lavoro.
Il sogno sembra descrivere una persona in cammino verso la cura di sé (viaggio verso l’ospedale). E suggerisce che non è sola, ma supportata da una presenza discreta. Il personaggio del sogno nota con stupore che le brutture del suo mondo interno (padiglioni fatiscenti) hanno lasciato il posto ad un luogo accuratamente restaurato, che affonda le sue radici nel passato (borgo medioevale). Sembra che il sogno voglia tranquillizzare il sognatore circa lo stato di salute del suo mondo interno. Il sognatore accoglie questo messaggio con stupore, che è esattamente la sensazione che lo ha pervaso al risveglio.
