Follemente di Paolo Genovese

Piero e Lara si piacciono. Molto. Sono al loro primo appuntamento, da Lara. Che per l’occasione ha organizzato una cenetta romantica, che non deve apparire tale, nel suo appartamento. Un ex lavatoio. A dispetto della nonchalance ostentata, Lara ha studiato ogni dettaglio con meticolosità maniacale. Dall’abbigliamento all’illuminazione dell’ambiente. Scarsa. Piero si presenta con la classica vaschetta di gelato in una mano – per fortuna senza la pretesa che si tratti del miglior pistacchio di tutta Roma – e un mazzo di margherite nell’altra. Inutile dire che la scelta di cosa portare è stata preceduta da lunga ed estenuante riflessione. Piero entra dalla porta d’ingresso lasciata artatamente semiaperta da Lara, chiedendo permesso. Fa lo slalom tra mille ostacoli che la penombra gli impedisce di schivare, prima di raggiungere un agognato tavolo su cui depositare gli omaggi. In quella si materializza Lara. Entrambi iniziano a balbettare qualche frase di circostanza, con l’unico effetto di aumentare un imbarazzo denso, che si taglia col coltello. Entrambi sono reduci da un precedente fallimento sentimentale, che li rende fragili e timorosi di sbagliare di nuovo. Quel loro dire e non dire sperando che l’altro capisca al volo. Quello scoprirsi ma non troppo. Quell’ostentare una sicurezza che non hanno suscita grande tenerezza. Perché ci rispecchia e sottolinea le spinte contrastanti che albergano in ciascuno di noi, contendendosi il primato. Sto parlando di romanticismo, razionalità, passionalità e mania di controllo, che nel film assumono le sembianze di altrettanti personaggi. Che duellano tra loro. Peccato che lascino sul campo spaesamento, incertezza e la sensazione di essere sempre tirati per la giacchetta. È possibile armonizzarle? – sembra chiedersi il regista. Forse dovremmo almeno provarci, ricordando che l’amore ha poco a che fare con il bisogno insopprimibile di tenere tutto sotto controllo, con il cinismo e la razionalità. Ma forse più con un pizzico di follia.

Follemente è una commedia godibilissima, intelligente, che conquista perché è facile riconoscersi nei protagonisti alle prese con le proprie goffaggini. Il tutto senza dover scomodare Inside out …



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