Gennaio 2017

In quell’epoca avevo molti libri illustrati, ma la mia fantasia era avvinta irresistibilmente solo da questo, anzi da una sola strabiliante vignetta tra le tante che lo abbellivano. L’illustrazione mostrava un cavaliere montato su un destriero bianco, in atto di levare in alto la spada. Il cavallo con le froge scintillanti, raspava il suolo con zampe poderose. Si scorgeva un magnifico blasone sull’armatura argentea che il cavaliere indossava. Il suo bel volto si intravedeva dalla visiera, mentre egli brandiva paurosamente la spada sguainata nel cielo azzurro, affrontando la Morte oppure qualche oggetto irruente e colmo di un potere maligno. Un giorno che ero ammalato, la mia infermiera mi chiese:

Il padroncino conosce la storia di questa figura?

No, non la conosco.

Questo qui sembra un uomo ma è una donna. Sul serio. Si chiamava Giovanna d’Arco. La storia racconta che andò in guerra indossando abiti maschili e che servì il suo paese.

Una donna?

Mi parve di stramazzare a terra per un pugno. La persona che nel mio pensiero era sempre stata lui diventava lei. E se quel bel cavaliere era una donna, cos’altro restava?

Liberamente tratto da Confessioni di una maschera di Yukio Mishima



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