La vita accanto di Marco Tullio Giordana

La vita accanto è il film di Marco Tullio Giordana, ispirato all’omonimo libro di Maria Pia Veladiano, pubblicato diversi anni fa. Il libro, ancor più del film, mi aveva colpito perché parla della deformità fisica in maniera cruda, diretta, impietosa. Senza veli. Senza ipocrisie. E di come impatti dolorosamente sulla sua vita di chi ne è afflitto, oltre che su quella di chi gli sta intorno. Con buona pace di coloro che, non avendone esperienza diretta, sono prodighi di consigli non richiesti, del tipo “la vera bellezza è quella interiore”. Corre l’obbligo ricordare a costoro che l’organo della vista è la nostra porta sul mondo. E che i genitori ci insegnano fin da piccoli che la deformità non va guardata con insistenza morbosa. Che è meglio fingere di non vederla. Per delicatezza, rispetto, discrezione. Che fare allora? Vivere da reclusi o affrontare lo sguardo impietoso del mondo? Non credo ci sia una regola generale. Ognuno fa quello che può. Una cosa è certa: la carezza di chi ti ama, ammesso che arrivi, alleggerisce ma non elimina il profondo senso di solitudine. Può accadere nei sogni. Di certo non nella realtà.



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