Lettura Agosto 2017: cosa ci dice lo sguardo

Ci sono sguardi capaci di trascendenza anche quando i volti siano divorati dall’angoscia e dallo smarrimento, e dalla disperazione. Sono sguardi che paiono sfuggire alla sofferenza dei volti, testimoniando di una speranza che sopravvive a ogni angoscia. Ci sono sguardi che chiedono aiuto, e che fiammeggiano in volti apparentemente aridi e ghiacciati, impassibili e nondimeno ardenti. Ci sono sguardi che si armonizzano con gli stati d’animo dei volti, e sguardi in dissonanza profonda con i volti. C’è bisogno di intuizione, di un’ininterrotta logica del cuore, di un’impalpabile leggerezza dell’essere, se vogliamo avvicinarci al mistero del guardare… Ogni volto e ogni sguardo, questi volti dell’angoscia e dell’inquietudine, quando si infiammano e si lacerano, ci inducono a frantumare gli specchi che ne rimandano le immagini. Il tempo della clessidra, il tempo dell’orologio, il tempo del calendario ci toglie la leggerezza e lo splendore della vita a mano a mano che esso avanza inarrestabile; ma è dal tempo interiore, dal tempo vissuto, che i volti e gli sguardi sono animati, e trasfigurati, sono inondati di gioia e di letizia, di ansietà e di angoscia, di speranza e di disperazione.

Liberamente tratto da Parlarsi. La comunicazione perduta di Eugenio Borgna



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