Lettura Aprile 2017

Ramona e i suoi amici terapeuti sapevano di cosa parlavano. Anno dopo anno passavano tutte le mattine e tutti i pomeriggi aprendo le porte dei loro studi a uomini e donne, soprattutto a donne. Dopo cinquanta minuti esatti li vedevano uscire. Avevano ascoltato brandelli di vita, di fantasie, o pure divagazioni, sogni… Spesso non avevano proprio niente da ascoltare: i pazienti si rinserravano in un silenzio testardo o raccontavano un film visto in televisione, o li insultavano gratuitamente, anche senza passare attraverso il gioco del ping – pong. Ebbene quel fiume di informazioni sgorgati dall’anima sfociavano in un mare magnum di simboli, di false piste, di tasselli sparsi che loro dovevano mettere in ordine. Se dopo tanti ragionamenti e tante interpretazioni il consiglio da applicare si basava sul ben noto “tranquillità e dieta sana”, un motivo ci sarà pure. Potrà anche sembrare un luogo comune, non importa. Ma affinché tanta semplicità brillasse di luce propria, era necessario attraversare una selva oscura. Il lavoro di Ramona era caratterizzato da aspetti impudichi, punteggiato di confessioni sessuali, complicato da patologie contorte come nodi. Restituire la linea retta a personalità traviate era la vera difficoltà. Ramona constatava un fatto terribile attraverso la sua massiccia esperienza: la donna è vittima preferenziale della malattia psichica. Una grande verità. Esistono statistiche e studi comparativi incontrovertibili. I disturbi non hanno numero. Le sindromi femminili sono diffuse ovunque. Le casalinghe mandano giù di tutto pur di sentirsi meglio.: tranquillanti, antidepressivi, ansiolitici. Lottano come possono contro le emicranie e lo stress. Soffrono di malattie psicosomatiche. Hanno disturbi del sonno. Sono afflitte da isteria, sindrome premestruale, da depressione post – partum e da malinconia post – coitum. Ci sono le alcoliste mascherate, e le cleptomani da grandi magazzini, c’è la demenza precoce, la ludopatia da bingo e da macchina mangiasoldi. Ci sono le anoressiche e le bulimiche. E soprattutto ci sono le donne che prendono caffè, decine di caffè. Caffè che suddividono la giornata dal mattino alla sera affinché la vita abbia un senso. Il caffè della colazione, il caffè di metà mattina, il caffè del dopopranzo, il caffè di metà pomeriggio, il caffè del dopo cena. Caffè che tira su il morale e dà qualcosa da fare. Sono un esercito, le donne psichicamente a pezzi, un esercito che punta le proprie armi contro di sé. Ramona non era d’accordo quando io le esponevo le mie teorie.”

liberamente tratto da Segreta Penelope di Alicia Giménez – Bartlett



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