06 Dic Lettura Dicembre 2017
… Ma poi taceva, perché anche stare lì a discutere con quella donna tanto noiosa lo deprimeva. Che se ne andasse al diavolo! Finiva sempre che lei andava a chiudersi in camera da letto dove prima si metteva a singhiozzare gridandogli dietro che era un mostro di falsità, e poi più nulla, solo silenzio. Non aveva bisogno di vedere per sapere cosa stava facendo. Si era certamente presa un po’ di quelle compresse contro i dolori e poi se ne restava supina sul letto per ore e ore, muta, a guardare il soffitto e a riempirsi l’anima di livore. Se si divertiva, che si accomodasse pure.
Lui si vestiva con cura, si profumava, saliva in macchina e andava a cena fuori. Rientrava sempre molto tardi, con molti più profumi addosso, con un bel po’ di alcool in corpo, e non stava certo a chiedersi se sua moglie dormisse realmente o stesse facendo finta. Non si preoccupava nemmeno di fare piano, di non accendere le luci. Faceva proprio come se fosse solo, uno scapolo che tornava a casa dopo una notte di baldoria. Una volta lei gli aveva fatto notare che da quando erano sposati, non l’aveva mai portata a cena fuori.
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A cena fuori con te? – le aveva chiesto – E a fare cosa, ad annoiarci anche lì?
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Se ti annoio tanto, perché allora torni sempre?
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Perché questa è casa mia.
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Ma ci sono anch’io qui dentro.
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Davvero? Sai che a volte nemmeno me ne accorgo…
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Sei crudele!
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Sincero.
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Solo quando ti comoda.
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È già qualcosa, no? Scusami, essere sinceri quando scomoda, non mi pare una cosa molto intelligente.
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Hai sempre addosso l’odore delle puttane.
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Sempre meglio del tuo. Di lavarsi più frequentemente, niente, eh Ofelia? Questa abitudine proprio non la vogliamo prendere.
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Vai all’inferno!
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Affare fatto. Ma promettimi di non fartici trovare.
Liberamente tratto da “Ovunque io sia” di Romana Petri
