05 Gen Lettura Gennaio 2019
“Christian è senza tatto… non so se mi esprimo bene. Gli manca qualche cosa che si potrebbe chiamare l’equilibrio, l’equilibrio personale. Da una parte non è capace di contenersi di fronte alle indiscrete ingenuità degli altri… Non ha la forza di resistenza sufficiente, non sa passarci sopra e perde ogni ritegno… D’altro canto però perde questo ritegno anche in un altro modo: mettendosi a spifferare tutto nel modo più antipatico, mettendo a nudo il suo cuore. Qualche volta ti fa venire i brividi. Non è forse come quando si parla nel delirio della febbre? Chi vaneggia è proprio così, privo di controllo e di riguardi. Vedi, il fatto è che Christian si occupa troppo di se stesso, di ciò che avviene nel suo intimo. Talvolta lo prende una vera mania di rivelare e di esporre i più minuti e più profondi di quei fatti intimi… fatti dei quali la persona ragionevole non si occupa nemmeno, non vuole saperne nulla, per la semplice ragione che non si sentirebbe di comunicarli. C’è molta spudoratezza in quella smania di comunicare. Vedi, Tony, anche altri possono dire che amano il teatro; ma lo direbbero con un altro accento, così, di passaggio, insomma con più modestia. Christian invece lo dice con tale rilievo che sembra dica: La mia passione per il teatro non è forse originalissima e interessante? E va in cerca delle parole, pare che si affanni per esprimere qualche cosa di spiccatamente signorile e strano e misterioso… Ti dirò un’altra cosa – continuò dopo una pausa buttando la sigaretta nella stufa attraverso lo sportello di ferro battuto. Anch’io ho riflettuto su questa angosciosa, vanitosa, curiosa preoccupazione di sé, perché una volta avevo anch’io questa inclinazione. Ma mi sono accorto che rende distratti, inetti al lavoro, senza spina dorsale… E questa spina dorsale, cioè l’equilibrio, è quello che più conta per me. Ci saranno sempre uomini che hanno il diritto di occuparsi di se stessi, di osservare minutamente i propri sentimenti, cioè i poeti, i quali sanno esprimere con bellezza e sicurezza la loro vita interiore privilegiata, e possono arricchire così il mondo sentimentale degli altri. Ma noi, cara mia, siamo semplici commercianti, le nostre osservazioni personali contano ben poco. A fatica riusciamo a dire che gli strumenti che si accordano nell’orchestra ci procurano un insolito godimento e che qualche volta non osiamo voler inghiottire… Sarebbe meglio, perdio, metterci a lavorare e rendere come hanno reso i nostri predecessori…”
liberamente tratto da I Buddenbrook di Thomas Mann
