03 Mag Lettura Maggio 2016 : L’onda e l’ombra
Un uomo in mare!
Che importa! La nave non si ferma. Il vento soffia, quello scuro naviglio laggiù ha una vita che deve continuare, e va.
L’uomo scompare, poi riappare; si immerge, poi risale alla superficie, chiama, tende le braccia, nessuno lo ode; il naviglio, rabbrividendo sotto l’uragano, è tutto intento alla manovra; marinai e passeggeri non vedono neanche più l’uomo sommerso; il suo misero capo non è che un punto nell’enormità delle onde. Egli era là poco prima, era dell’equipaggio, andava e veniva sul ponte con gli altri, anche lui respirava, godeva il sole, era un essere vivente. Adesso, cosa è successo? È scivolato, è caduto; finito. E tuttavia egli lotta, tenta di difendersi, di sorreggersi, fa sforzi, nuota. Le raffiche soffiano, la schiuma lo soverchia, non vede che il lividore delle nubi, assiste all’immensa demenza del mare. Intorno a lui solo oscurità, nebbia, solitudine. In lui l’orrore e la fatica. Sotto di lui la caduta. Quante perdite di uomini e di anime lungo la via! Oceano in cui sprofonda tutto ciò che la legge lascia cadere. Tragica scomparsa dei soccorsi! O morte morale!
Il mare è l’inesorabile notte sociale; il mare è l’immensa miseria.
L’anima, alla deriva in quella voragine, può diventare un cadavere. Chi la resusciterà?
Liberamente tratto da I miserabili di Victor Hugo.
Tematica attinente nella recensione di Fuocoammare che trovate nel blog.
