02 Mar Lettura Marzo 2017
Scendo in soggiorno per domandare a Gabriel se vuole un altro caffè. Ho la sensazione di non essermi occupata di lui, di averlo un po’ abbandonato, pensando di farlo sentire a suo agio. Ora però si è addormentato, avvolto nel plaid che tengo sul divano. Di solito vediamo dormire solo le persone con cui abbiamo un rapporto intimo. Per questo mi turba sempre un po’ vedere qualcuno che si assopisce in autobus o in metropolitana.
Stranamente Gabriel, dopo il nostro ultimo incontro, non ha cercato di giustificarsi con me per la sua vita passata. Si è mostrato così com’è, con naturalezza, lasciandomi trarre le conclusioni che desidero, e io non desidero trarne nessuna.
L’altro giorno, in cucina, mi ha confessato che la sua seconda moglie l’ha abbandonato. La prima, l’aveva abbandonata lui. “Il mercato amoroso è fatto così – mi ha detto – ma bisogna riconoscere che alla fine si arriva sempre a una certa parità. Non ci sono sorprese, sai? Se vedi un bell’uomo in coppia con una donna brutta, o vecchia, o monca, puoi star sicura che quella donna ha le qualità per stare con lui da pari a pari. Sarà forse molto ricca, o molto intelligente, o un angelo di dolcezza e di bontà. Non c’è mai grande disparità in una coppia. Lo stesso vale per il disamore, oggi ferisci tu, domani ti ferisce qualcun altro. Pari e patta”.
Liberamente tratto da “Segreta Penelope” di Alicia Giménez Bartlett
