18 Ott Lettura Ottobre 2019
La Green Box (palcoscenico itinerante) era popolare, perché un prezzo basso chiama la gente bassa; e i deboli, i poveri, i piccoli accorrevano a lui, andavano da Gwynplaine, così come si va allo spaccio del gin; per comprare due soldi di oblio.
Gwynplaine, dall’alto della sua baracca, poteva dunque passare in rassegna tutto il popolo doloroso, e la sua mente si empiva di tutte quelle apparizioni successive dell’immensa miseria. La coscienza, la vita plasmano la fisionomia degli umani, che è il frutto di un’infinità di misteriosi incavi; tanto che non c’era patimento, non c’era ira, vergogna o disperazione, di cui egli non vedesse la ruga; bocche di bimbi che non avevano mangiato, padri e madri che lasciavano indovinare la desolazione d’intere famiglie; facce che uscivano dal vizio ed entravano nel delitto per detto e fatto dell’ignoranza e della indigenza. Un altro aveva un’aria di bontà primitiva, cancellata a poco a poco dall’oppressione sociale e che andava trasformandosi in odio; sulla fronte di quella vecchia si leggeva la fame; sulla fronte di quella ragazza si leggeva la prostituzione; ossia uno stesso male, che nella giovane aveva un rimedio, ma anche un più lugubre aspetto.
Tutta questa folla aveva braccia e non strumenti di lavoro; tutti questi poveri non domandavano che di lavorare, e il lavoro mancava. A volte vicino all’operaio, veniva a sedersi un soldato o un invalido: e allora Gwynplaine vedeva lo spettro della guerra; qui leggeva sciopero, sfruttamento e schiavitù; là, su altre fronti una non sai quale reintegrazione nella bestialità, un lento ritorno dell’uomo alla belva, causato nel povero dal tenebroso gravare del ricco su di lui
liberamente tratto da L’uomo che ride di Victor Hugo
