Lettura Settembre 2018

Signori, io, naturalmente, scherzo, e lo so anch’io che scherzo stupidamente, perché non si può neppure prendere tutto per scherzo. Forse scherzo digrignando i denti. Signori, ci sono problemi che mi tormentano: risolvetemeli, vi prego. Ecco voi, per esempio, volete distogliere un uomo da vecchie consuetudini e correggerlo con la volontà secondo le esigenze della scienza e del limpido pensiero. Ma perché voi siete sicuri che un uomo non solo si può ma si deve trasformare? Donde traete la conclusione che sia indispensabile correggere la volontà dell’uomo? Insomma, come fate a sapere che tale correzione produca realmente un vantaggio per l’uomo? E, a dirla tutta, perché voi siete così intimamente convinti che non opporsi ai veri, normali vantaggi garantiti dai risultati raggiunti dalla ragione e dall’aritmetica sia davvero sempre vantaggioso per l’uomo e che esiste una legge per tutta l’umanità? Per il momento resta ancora una vostra supposizione. Ammettiamo che sia una legge logica, ma forse non è affatto umana. Voi pensate, signori, che io sia pazzo? Lasciatemi spiegare. Io sono d’accordo: l’uomo è un animale prevalentemente creativo, destinato a perseguire coscientemente uno scopo e a occuparsi di arte ingegneristica, cioè impegnato eternamente e ininterrottamente ad aprirsi una strada in qualunque direzione. Ma può darsi che ogni tanto gli venga l’estro di fare una deviazione proprio perché è destinato a percorrere quella strada e anche perché, sebbene l’uomo spontaneo e attivo in generale non sia affatto stupido, a volte tuttavia gli salta in mente che la strada a quanto pare va quasi sempre in una direzione qualsiasi e l’essenziale non è la direzione ma la sua prosecuzione cosicché il bambino per bene svolga la sua opera ingegneristica e non s’abbandoni all’ozio che, come ognuno sa, è il padre di tutti i vizi. L’uomo ama creare e costruire strade, è indiscutibile. Ma come mai ama anche alla follia la distruzione e il caos? Non sarà che egli ami la distruzione e il caos perché teme istintivamente di raggiungere lo scopo e di terminare l’opera in costruzione? Per quanto ne sapete, può darsi che egli ami la costruzione solo da lontano e non la ami affatto da vicino; può darsi che gli piaccia costruire un edificio e non viverci dentro

liberamente tratto da Memorie dal sottosuolo di Fȅdor Dostoevskij, 1864



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