06 Gen L’orchestra stonata di Emmanuel Courcol
Thibaut e Jimmy sono due fratelli di sangue adottati da due famiglie diverse per cultura ed estrazione sociale. Ignorano l’uno l’esistenza dell’altro finché l’imprevedibilità della vita li fa incontrare. Impiegano del tempo per armonizzare le loro storie personali, che più distanti non potrebbero essere. E ci riescono grazie alla passione comune per la musica.
L’orchestra stonata è un film che ti avvolge delicatamente, facendoti sentire dentro la storia. Immerso nella musica, orchestrale o di fanfara che sia. Delizioso come spesso sanno esserlo i film francesi e per nulla stucchevole, ci ricorda le parole di Eliot. E cioè che in un viaggio ciò che conta davvero non è la meta, ma il viaggio stesso. Fatto di incontri inaspettati. Di situazioni imprevedibili. Di stupore per le scoperte. Di condivisioni arricchenti. Se poi questo viaggio è la vita, ci aggiungiamo il rimpianto delle occasioni mancate. Gli errori. La faciloneria nel pretendere di cambiare la vita degli altri. L’importanza di nascere in un luogo piuttosto che in un altro. In una famiglia piuttosto che in un’altra. La speranza che qualcuno si accorga di te. Magari del tuo talento e ti suggerisca di coltivarlo. E soprattutto la consapevolezza che non c’è nulla di davvero prestabilito. Perché ci pensa la sorte a rimescolare le carte. Mentre il tempo scorre inarrestabile e più velocemente di come vorremmo, ci rimane la consolazione che ne è valsa comunque la pena.
