“Napoli velata” di Ferzan Ozpetek

Suggerisco la visione di questo film a chi è tutt’oggi convinto che pizza e mandolino rappresentino l’essenza di Napoli.

Vi è mai capitato di smarrirvi davanti ad un’opera d’arte? Accade quando, catturati dal suo magnetismo, non riusciamo a distogliere lo sguardo. Ci sembra che il tempo rallenti e che i rumori del mondo giungano ovattati alle nostre orecchie. È esattamente quello che ho provato guardando Napoli velata, ultimo film di Ferzan Ozpetek, definito da qualche critico “un’esperienza estetica”. Persino la colonna sonora, graffiante scarna e avvolgente, è un piccolo capolavoro. La trama è sfuggente: c’è un ricordo annidato nelle pieghe della memoria che stenta a venire a galla; due morti sospette e delle sparizioni misteriose. Non solo. Presenta anche delle incongruenze, su cui non vale la pena soffermarsi. Poiché, a mio avviso, funge semplicemente da pretesto per introdurre la tematica del mistero. Che Napoli, nutrendosi di opposti, incarna alla perfezione. È infatti una città dai mille volti, che non finisce mai di sorprenderti. Nel bene e nel male. Soprattutto quando, presuntuosamente, credi di averne colto l’essenza. In fondo è come ciascuno di noi: unica, irripetibile, uguale solo a se stessa. Solare e sotterranea; carnale e raffinata; misera e opulenta; pagana e religiosa; superstiziosa e razionale, fa della tolleranza la sua cifra distintiva. Non si spiegherebbe altrimenti come abbiano potuto convivere nei secoli le migliori menti, con la tombola, la smorfia, personaggi leggendari come “o munaciello” e rappresentazioni pagane come “la figliata dei femminielli”.

La vita è spesso incomprensibile e questo rimanda all’annosa questione del mistero e dell’assurdo. Ovvero è per noi un mistero e dunque le riconosciamo un senso seppure imperscrutabile, che ci spinge ad assaporarne il valore, istante per istante? O viceversa la viviamo come un assurdo, cioè come un grande imbroglio, per cui la domanda cruciale diventa: a che serve vivere se abbiamo una data di scadenza per giunta ignota? Prendere posizione rispetto a questo dilemma cambia di molto la nostra prospettiva di persone.

Napoli ha già scelto. Da sempre.



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