Sampa, madre amorosa e crudele di Fabio Cantelli Anibaldi

Il bisogno di capire mi ha portato spesso a riflettere sulla vicenda di alcuni ragazzi che hanno vissuto in comunità un cammino simile al mio. Accolti come tossici a San Patrignano, Vincenzo ne aveva seguito il cambiamento e apprezzato le qualità, fino a sceglierli come stretti collaboratori piuttosto che cercare all’esterno professionisti forse più abili e affidabili, ma coi quali non avrebbe mai potuto provare lo stesso gusto del rapporto umano, la stessa intimità sofferta e gioiosa, seria e giocosa. Ragazzi che hanno goduto della generosità di Vincenzo, che hanno subito come me il fascino un po’ animalesco della sua personalità, ma che non hanno saputo prevedere il rigetto che sopraggiunge quando si aderisce troppo visceralmente a personalità di questo genere. Colti impreparati, hanno improvvisamente sentito nella forza di Vincenzo un opprimente dispotismo e nel suo carisma un vincolo per le loro anime. Da remissivi e devoti “yes men”, ciascuno nel ruolo che si era ritagliato su misura: di guardia del corpo, consigliere, intellettuale, politico, factotum, confidente, si sono trasformati in acerrimi nemici. Persone lucide e calcolatrici, che al momento opportuno non hanno esitato a presentargli il conto della loro adorazione.

Liberamente tratto da Sampa, madre amorosa e crudele, di Fabio Cantelli Anibaldi



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